PIPPO COPPOLA >> L'UOMO

Giuseppe Nicola Coppola nasce il 23 maggio 1950 da Francesco, marittimo, e da Velia Schiano Moriello, secondogenito dopo la sorella Lina. Nel ’56 muore la madre. Intanto frequenta le scuole elementari a Monte di Procida poi entra nel Collegio dei Padri Gesuiti di Vico Equense, in Penisola Sorrentina, dove resta fino al termine della licenza media nel ‘64. Consegue brillantemente la maturità classica al liceo Genovesi di Napoli nel ’69 e si iscrive alla facoltà di Medicina della Federico II. Si interroga, fin da subito, sul ruolo del medico nella realtà contemporanea e per un certo periodo abbandona gli studi, non riconoscendosi nei modelli dominanti di cura e nell’organizzazione del comparto sanitario. Aspira a una professione medica libera dai condizionamenti di rapporti sociali mercificati e inautentici. Dai primi anni Settanta concretizza i propri orientamenti politici e culturali come consigliere comunale tra le fila socialiste. E’ animatore di gruppi culturali e sportivi, presente nelle battaglie civili di quegli anni, convinto dell’importanza della cultura e dell’educazione per migliorare la condizione di tutti. Finalmente decide di laurearsi e si specializza in Scienza dell’alimentazione, ma ben prima del titolo accademico lavora nello studio del Dott. A. Parascandola acquisendo competenze, conoscenze, pratica preziose. 

Nei rivolgimenti degli anni Novanta rientra nella politica locale: coordina giovani e meno giovani disposti ad impegnarsi nel nuovo clima post tangentopoli, cresce intorno a lui la responsabilità di una nuova guida del Comune. Nel 2001 è eletto Sindaco di Monte di Procida e può dare inizio ad interventi di ampio respiro nella difesa del territorio e delle sue vocazioni naturalistiche e culturali. Guida l’amministrazione del più piccolo Comune flegreo nel quinquennio 2001-2006, alla testa di una squadra in cui spiccano personalità consolidate ed esperte come Giuseppe Scotto di Perta, assessore alla scuola e alla cultura, già consigliere socialista, e Salvatore Scotto di Santolo, vicesindaco, di provenienza nuova sinistra. Con loro tante figure giovani e di varie culture politiche di centro-sinistra, accomunate dal bisogno di fare bene e alla luce del sole, di svecchiare e sradicare modelli consolidati nella gestione della cosa pubblica locale.
L’interesse pubblico in primo piano, il risanamento del territorio con opere che ne salvaguardassero integrità e bellezza, l’attenzione a nuovi canoni di vivibilità urbana, la trasparenza su ogni atto, ogni progetto, la cancellazione di piccoli e inaccettabili privilegi, l’essere sempre il Sindaco di tutti dalla parte della legge. Questi i più generali capisaldi dell’azione amministrativa di Pippo Coppola, col disegno di fare di Monte di Procida un luogo ordinato di crescita civile dentro la sua riconosciuta eccellenza paesaggistica. Fu tra i pochi amministratori a mettere in atto una nuova gestione del problema rifiuti, realizzando a pochi mesi dal suo insediamento – unico nel comprensorio flegreo - la raccolta differenziata degli stessi. Ma era solo un passaggio della nuova città che immaginava. Non gli è stato dato il tempo: né di realizzare del tutto le opere messe in campo, né di concretizzare l’inserimento del paese nel concerto dei Campi Flegrei attraverso le nuove opportunità legislative di quegli anni. Presto sono riemersi malumori e risentimenti, debolezze e divisioni che hanno reso impossibile il completamento di un’azione politica tanto necessaria.
Sconfitto alle elezioni del 2006, guida l’opposizione con correttezza e stile, deciso sostenitore di una concezione politica con al centro il bene comune e non le ambizioni personali. Fuori dalla campagna elettorale per scelta nel maggio 2011, in seguito ad un malore va da solo in ospedale il 10 giugno, è trasferito in altro centro ed operato al cuore il 17 successivo senza più risvegliarsi. Muore la mattina dell’8 luglio e la sera stessa la salma è esposta nella chiesa di Monte di Procida per sua espressa volontà. Un corteo immenso e silenzioso come mai era stato dato di vedere, il giorno dopo, lo accompagna al cimitero dove è inumato domenica 10 luglio 2011. 


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